E’ una delle autrici televisive più affermate e temute. Irene Ghergo viene intervistata da Giancarlo Dotto per Gioia. Una conversazione che passa dalla sua vita al gossip, dalla mondanità e  alla televisione.

Negli anni  ’80 inizia il suo sodalizio artistico con Gianni Boncompagni, insieme firmano programmi come  “Pronto Raffaella?”, “Domenica IN”, “Non è la RAI”, ”Macao” e “Chiambretti c’è”.

Amata da Alberto Moravia a Carmelo Bene, da Maurizio Costanzo a Paolo Villaggio, attualmente collaboratrice di Piero Chiambretti in “Chiambretti night”.

 

Gianni Boncompagni:

A lui basta rinnovare continuamente il suo parco giochi, le sue Wii, i cani parlanti, guai a toccarglieli… La leggerezza di Boncompagni è solo apparente. Lui è un uomo che si vieta di mostrare le sue emozioni. E’ un pudore totale, il suo. Gianni fa conoscere di sé solo la sua parte leggera, battutara, cinica. L’altra c’è, molto sviluppata, molto nascosta e molto contorta…una follia che sta da qualche parte. E’ la cosa che più mi attrae di lui e di chiunque. Un sodalizio che dura da quasi trent’anni. Mi ha attratto all’inizio perché non faceva il simpatico come tutti. Io mi ero separata da poco, venivo da dissesti psicologici e materiali, dovevo scoprire chi ero. Lui stava partendo con “Pronto Raffaella”, mi gettò senza esitare nella mischia….Lavorare con lui è uno spasso. Gli dico sempre: guarda che tu sei frocio. Certi etero hanno una forte parte femminile.

 

Maurizio Costanzo:

Costanzo insiste a lavorare come un pazzo. E’ la sua patologia. Forse Maurizio Costanzo è diventato più buono. Ha momenti di generosità che forse prima non aveva, in un ambiente in cui tutti danno il peggio di sé. Resta, comunque, una macchina da guerra.

 

Pippo Baudo: 

Non rimarrà disoccupato. Ci resta male? Pazienza. Nel nostro mondo si danno e si prendono.

Biagio Agnes ci tolse da “Domenica In” a me e a Boncompagni. Mai capito perché. In Rai non capisci mai perché le cose succedono. Fu un trauma tremendo. Mia madre malata, mio marito fallito, io senza lavoro. Baudo mi prese con lui a “Uno su cento”.

 

Raffaella Carrà è lo charme

La più charmosa nel passato. Oggi è cambiata la televisione e forse il suo charme non funziona più. Audrey Hepburn mi diceva della Carrà: “Un talento enorme. In America avrebbe spopolato”. Charmosissima era Leticia Casta a Sanremo. Quando arrossiva, con tutte le sue imperfezioni, i suoi denti storti. Irripetibile. Mi piace poi molto lo charme minimalista di Maria De Filippi.

 

 

Paolo Villaggio:

Sta invecchiando malissimo fisicamente, benissimo per tutto il resto. Ha una sua grandezza mentale…Ogni tanto tromboneggia pure lui e allora lo zittisco o lo taglio quando facciamo “Villaggio Story” insieme su RaiSat.

 

 

Ambra Angiolini: 

Era una ragazzina periferica, intelligente, dalla personalità complessa e dalla difficile evoluzione. Con una comunicativa strana, per niente solare. Si giocava su quell’età che è il miracolo irripetibile dell’adolescenza. Ambra era carina, ma niente di più. Boncompagni capì subito che era quella su cui puntare. 

 

Piero Chiambretti:

Oggi è il più bravo di tutti. Anche lui va già senza copione. Governa tutto, dietro e davanti le telecamere. E’ un missionario della tivù.

 

Giuliano Ferrara:
Un altro con una componente femminile strepitosa. Un privilegio stare con lui. Ai suoi livelli puoi essere tutto. Uomo, donna, qualunque cosa. E poi, vivaddio, nonostante la massa grigia imponente, una leggerezza…

 

Enrico Lucherini?
Negli ultimi trent’anni non ho mai rinunciato una volta a fare le vacanze con Lucherini. L’ho sempre preferito ai miei amanti, alle mie amiche, a chiunque. Spesso ci presta la sua casa a Sabaudia l’amico Giovanni Malagò.Lo amo pazzamente. Il più forte antidepressivo che conosca.

 

Roberto D’agostino:

Lui ne ha fatto uno strumento geniale. Chapeau! Roberto è incorruttibile. L’amicizia non conta. Se deve dire una cosa la dice. Non guarda in faccia nessuno.

 

Carlo Freccero:
Follia pura. Basta entrare nei luoghi dove vive e lavora. Un incubo. Solo cataste di giornali. Pile alte fino al soffitto.

 

Niki Vendola:

Mi piace tantissimo. E’ l’unico leader possibile per un partito disorientato come è il PD oggi.

 

Donato Moscati

 

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