15 anni da GRANDE ASSENTE
Ormai sono 15 anni, non ho mai capito perché e come,troppe insinuazioni, troppe illazioni. Te ne sei andata in punta di piedi,senza troppi sensazionalismi. Per fortuna rest
a la tua dirompente voce,sempre attuale,sempre pronta a bucare lo stomaco.
Mi ricordo ancora quando ti conobbi per la prima volta, era il 1992, mia madre mi obbligò a pulire, c’era la radio accesa ed arrivò la canzone che ti fece conquistare il secondo posto al Festival di Sanremo di quell’anno: “Gli uomini non cambiano”. Ero piccolo,ma capii subito che cantavi quella canzone in modo particolare,era tua,raccontava in parte di te. Chiesi a mia madre perché non ti avevo mai visto in televisione e mi raccontò quello che il mondo dello spettacolo ti aveva fatto.
Ecco proprio in quel momento m’innamorai di quella grande artista che sei…Mia Martini.
Sei ancora in credito con il mondo della musica,ti hanno tenuta in esilio forzato per troppo tempo dicendo che portavi sfiga, troppo ottusi per capire il tuo irresistibile talento.
Sei nata in una famiglia non tradizionale e questa zavorra l’hai portata sempre con te,i compleanni con Loredana mai festeggiati e forse qualche schiaffo di troppo volato.
Nel 1962 decidi di partire da Porto Recanati alla ricerca di fortuna,di un contratto discografico. Conosci Alberigo Crocetta,proprietario del Piper, che vuole darti un nome d’arte; Bertè è poco internazionale,serve qualcosa che identifichi subito il Made in Italy, cosa meglio del Martini? Diventi cosi Mia (in onore di Mia Farrow) Martini.
Ogni canzone ha raccontato, quasi, involontariamente un pezzo della tua vita: sin dal primo grande successo del 1971 “Padre davvero” , una canzone che sembra,forse lo è, autobiografica.
“…Padre, davvero che cosa mi hai dato?
Ma continuare è fiato sprecato che sono tua figlia,
lo sanno tutti…”
Grande è la collaborazione con Claudio Baglioni,che scrive per te “Amore… amore… un corno“, “Gesù è mio fratello” e ”Lacrime di marzo“.
“…ti sei uccisa ieri,non ce la facevi più,
le lacrime di giugno almeno non le piangi più…”
La prima parte della tua carriera è segnata da grandissimi successi musicali,che ti portano al top delle classifiche italiane ed europee: “Piccolo uomo”, “Minuetto”, “Inno”, “Donna sola”, “La costruzione di un amore”e nel 1982 quando con “E non finisce mica il cielo” conquisti il primo Premio della Critica al Festival di Sanremo,premio che poi,ironia del destino, verrà intitolato proprio a te.
“…Se avro’ una faccia pallida e sicura, sicura.
Non ci sara’ chi rida di me…”
Poi nel 1983 decidi di ritirarti dalle scene e di darla vinta a tutte le malelingue che ti volevano affossare,dichiarasti: “…la mia vita era diventata impossibile. Qualsiasi cosa facessi era destinata a non avere alcun riscontro e tutte le porte mi si chiudevano in faccia. C’era gente che aveva paura di me, che per esempio rifiutava di partecipare a manifestazioni nelle quali avrei dovuto esserci anch’io. Mi ricordo che un manager mi scongiurò di non partecipare a un festival, perché con me nessuna casa discografica avrebbe mandato i propri artisti. Eravamo ormai arrivati all’assurdo, per cui decisi di ritirarmi…”
Il tuo silenzio durò fino al 1989 quando Adriano Aragozzini ti volle nel suo Festival di Sanremo e portasti uno dei pezzi più belli che la musica italiana abbia mai creato: “Almeno tu nell’universo”. Non serve un mio commento a quella canzone,tutto è già stato detto. La forza di quel pezzo è il riuscire a toccare le corde delle nostre emozioni ancora oggi a distanza di 20 anni ogni volta che viene riproposta. Una poesia scritta da Bruno Lauzi e tenuta in un cassetto per molti anni. Anche qui hai vinto il Premio della Critica ed immeritatamente ti classificasti nona.
“…Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo ! Un punto, sai,
che non ruota mai intorno a me un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo…”
L’anno successivo ritorni al Festival con un’altra perla della canzone italiana,questa volta scritta da Franco Califano: “La nevicata del ‘56”. Altro Premio della Critica,senza neanche un meritato podio.
“..C’era pure la giostra
sotto casa nostra e la musica che suonava,
io bambina sognavo un vestito da sera con tremila sottane,
tu la donna che già lo portava…”
Nel 1991 duetti con Roberto Murolo in “Cu’ mmè” per poi ritornare da super favorita a Sanremo nel 1992 con “Gli uomini non cambiano”, come detto prima,secondo meritatissimo posto
.
“…Ma perché gli uomini che nascono
sono figli delle donne ma non sono come noi
,amore gli uomini che cambiano
sono quasi un ideale che non c’è…”
Sei tornata grande, al top delle classifiche,amata di nuovo dal pubblico e dalla critica. “Stiamo come stiamo” con tua sorella Loredana (anche se non eri così convinta di farla), “La musica che gira intorno”, “Diamante”, “ Mimì sarà”.
E’ il 12 maggio di 15 anni fa,un giorno qualunque e tutto finisce,si ferma. Resta l’amaro di non averti potuto conoscere,di non averti potuto sentire in un concerto,ma c’è la tua voce,le tue canzoni come un’immortale eredità.
Forse ha ragione il tuo amico Renato…
”ti ritroverò lo so
se questo cuore ascolterò volando, volando
e d’incanto sarai qui buffa e tenera
così sospiro vitale…”
Donato Moscati
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| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Donato il 11 maggio 2010 alle 22:13, ed è archiviato come Curiosità. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |


