Cinema
Edward mani di forbice: una favola contemporanea
1 dic
Che oggi Tim Burton sia considerato un regista visionario non stupisce. Sono sue pellicole assolutamente imperdibili, come Big Fish, La fabbrica di cioccolato, La sposa cadavere, Alice in Wonderland. Eppure negli anni novanta, quanto presentò sul grande schermo Edward mani di forbice ancora non era nessuno. Certo, aveva già messo a punto, l’anno precedente (1989) il primo Batman, ma quello poteva essere considerato un guizzo di fortuna. Invece no, è proprio questa pellicola, una sorta di favola moderna sulle difficoltà dell’essere diverso, che annovera il regista tra i grandi maestri del cinema e che diventa il trampolino di lancio di uno dei più grandi attori di Hollywood, ovvero Johnny Depp.
Edward mani di forbice è la storia di un uomo in carne d’ossa realizzato con tanto di anima, cuore e cervello da un vecchio inventore, morto improvvisamente prima di mettere a punto il suo progetto più grande. Edward nasce così, adulto e con delle lame al posto delle mani. Quel c’era una volta iniziale si tramuta ben presto in un terribile incubo, dove Edward deve imparare a farcela da solo e a scontrarsi con i timori, gli sfottò, le paure degli altri, incapaci di capire e apprezzare le sue differenze. Da lui sono infatti tutti terrorizzati, tranne una donna, che saprà vedere dietro alle forbici l’anima di Edward. Commovente, innovativo, in parte biografico (Tim Burton non ha mai negato le difficoltà avute in gioventù a instaurare rapporti), Edward mani di forbice è una fiaba, con la sua morale. Da capire e seguire, come in tutte le migliori storie.
Edward mani di forbice
Un film di Tim Burton. Con Johnny Depp, Winona Ryder, Dianne Wiest, Anthony Michael Hall, Kathy Baker.
Genere Fantastico, durata 100 min. – USA 1990.
Sherlock Holmes: Gioco di ombre, il sequel con l’investigatore più astuto di sempre
30 nov
Puntata numero due. A due anni dal primo Sherlock Holmes, Guy Ritchie (forte del successo avuto) ci riprova, riportando sul grande schermo l’investigatore più astuto che la letteratura abbia mai creato, Sherlock Holmes, accompagnato, immancabilmente, dal suo fido assistente, Watson. Sherlock Holmes: Gioco di ombre (al cinema dal 16 dicembre) è il sequel della pellicola del 2009: al duo di attori (rispettivamente Robert Downey Jr. e Jude Law) si aggiunge un altro nome, ovvero quello di Jared Harris, che vestirà i panni dell’anti-eroe di turno, il Professor Moriarty. Un ruolo ambito dai più e che Harris ha conquistato sbaragliando una concorrenza del calibro di Brad Pitt, Gary Oldman, Sean Penn, Daniel Day-Lewis e Javier Bardem. Tant’è. Non manca anche un ruolo femminile (come in ogni storia che si rispetti), che è stato affidato a Noomi Rapace, attrice svedese consegnata a Hollywood dopo il successo del film Uomini che odiano le donne (2009).
Tra sfide al limite dell’intelligenza umana, omicidi, misteri e colpi di fortuna, l’investigatore e la sua troupe attraverseranno le principali città del Vecchio Continente cercando di placare il piano di morte e distruzione messo in atto dall’astuto rivale. Riusciranno i nostri eroi nel loro intento? Elementare Watson, Sherlock Holmes ce la fa sempre.
Sherlock Holmes – Gioco di ombre
Un film di Guy Ritchie. Con Robert Downey Jr., Jude Law, Noomi Rapace, Jared Harris.
Genere Azione, – USA 2011. – Distribuzione Warner Bros Italia
Uscita venerdì 16 dicembre 2011.
Budget risicato, ma il Torino Film Festival brilla lo stesso
29 nov
Cinema e Torino da sempre sono un’accoppiata vincente. In primis perché nel capoluogo piemontese si trova il Museo Nazionale del Cinema, dentro la rinomata Mole Antonelliana, senza ombra di dubbio il museo tematico più importante d’Italia e il 13esimo più visitato tra tutti i musei del Bel Paese. Ma il binomio Torino/cinema si deve anche a un evento importante, il Torino Film Festival, che ha inaugurato lo scorso venerdì la sua 29esima edizione. Una kermesse che continuerà fino a fine settimana, al 3 dicembre, e che – nonostante il budget risicato di quest’anno – vanta numeri da urlo: 217 film proiettati, 32 anteprime mondiali, 16 pellicole in concorso, 12 Paesi di tutto il mondo rappresentati. Tra un’offerta così ampia spiccano Twixt, il nuovo film di Francis Ford Coppola (in anteprima internazionale), l’horror movie con Val Kilmer, e Albert Nobbs di Rodrigo Garcia, accreditato come uno dei film più attesi di quest’anno che racconta la vita di un quartiere povero della Dublino del 18esimo secolo: entrambi saranno i film di chiusura di questa rassegna.
Ma nell’elenco dei titoli imperdibili figurano anche Moneyball, italianizzato in L’arte di Vincere, diretto da Bennett Miller, sceneggiato da Aaron Sorkin e interpretato da Brad Pitt; Attack the Block che vede l’esordio in cabina di regia di Joe Cornish, sceneggiatore del TinTin di Spielberg; Midnight in Paris di Woody Allen e Guilty of Romance del nipponico Sion Sono. Da segnalare, inoltre anche i due film italiani presentati, ovvero I più grandi di tutti di Carlo Virzì e Ulidi piccola mia di Matteo Zoni. Del resto è una kermesse che si svolge a Torino, un po’ di sano “nazionalismo” ci sta sempre bene.
Per maggiori informazioni: www.torinofilmfest.org
Tra i salotti di Hemingway e i quadri di Picasso: ecco Midnight in Paris
28 nov
Ogni passo è una tappa importante. E come tale fa paura. Cosa fare? E’ la scelta giusta? C’è chi dice di sì, chi di no. E intanto la fantasia vola. Woody Allen ritorna su tema che ha già provato a affrontare nell’ultimo film, quello del 2010, Incontrerai l’uomo giusto, ma lo fa con più spessore e più lucidità: nell’ultima sua opera, Midnight in Paris (al cinema da venerdì), la nostalgia del passato, l’illusione e la disillusione la fanno da padrona. E in modo convincente. Merito anche di un bravissimo Owen Wilson che veste i panni di Gil, aspirante scrittore pronto a perdersi dentro i ricordi di un tempo in cui non ha mai vissuto, ovvero gli anni venti, in una Parigi letteraria, svolazzando tra i salotti di Hemingway e quelli di Fitzgerald, camminando tra un quadro e un altro di Pablo Picasso.
E’ nella città della Torre Eiffel che il sogno romantico, il sogno Americano, prende vita per poi tornare bruscamente al presente realizzando quanto il sogno possa trovare una valvola di sfogo, concreta, anche nella vita vera. Un continuo confronto tra i tempi che furono e quelli che sono, condito da una sceneggiatura sopraffine e spesso ironica e corredato da immagini quasi da dipinto: è questo il cocktail vincente di Midnight in Paris.
Midnight in Paris
Un film di Woody Allen. Con Owen Wilson, Rachel McAdams, Michael Sheen, Nina Arianda, Kurt Fuller.
Genere Commedia, durata 94 min. – USA, Spagna 2011. – Distribuzione Medusa
Uscita venerdì 2 dicembre 2011
Il boom dei film d’animazione continua: ora arrivano Il gatto con gli stivali, Alvin Superstar 3 e i Muppet
25 nov
Shrek, I Simpson e Ratatouille, senza contare i film della Disney. Da un po’ di anni a questa parte la cinematografia ha registrato un boom di film di animazione: pellicole che hanno fatto impazzire i box office americani e europei. Anche quest’anno non è da meno. Tra le prossime uscite ci sono già tre film adatti a grandi e piccini che hanno suscitato l’attenzione dei cinefili. Si parte con Il gatto con gli stivali, che dal 16 dicembre porterà sul grande schermo il più amato dei personaggi dell’universo di Shrek. Latin lover, caparbio e dolcissimo con i suoi occhioni, il film racconta i primi anni della storia di questo eroe, versione moderna e originale del tradizionale Robin Hood.
Si passa poi a Alvin Superstar 3 – Si salvi chi può, la terza puntata della saga che vede come protagonisti l’immancabile trio Chipmunks (Alvin, Simon, Theodore) insieme alle Chipettes alle prese con un naufragio imprevisto, nelle sale a partire dai primi di gennaio 2012. E ancora, il film della Disney I Muppet (dal 3 febbraio sul grande schermo, dopo ben 12 anni di assenza), che riporta in vita il gruppo di pupazzi creati da Jim Henson e resi famosi dal celebre Muppet Show.
Sia che si tratti di un cartone tradizionale (come nel caso de Il gatto con gli stivali) sia che abbracci la fusione tra film e cartoon (come negli altri due esempi) una cosa è certa: la fusione tra cinema per bambini e per adulti è ormai completa. I primi attratti dell’indubbio richiamo del cartoon, i secondi attenti a cogliere le tematiche dietro alla facciata. Ma in fondo, la morale, come nelle migliori favole di Esopo, la imparano entrambi, grandi e piccini.








