Festival & Concorsi
Previsioni e nomination per gli Oscar 2012
28 gen
La notte che tutti gli amanti del cinema attendono con ansia si terrà il 26 febbraio. E’ in quella data, infatti, che verranno assegnati gli Academy Awards, ovvero gli Oscar, il premio più ambito per chi lavora nel settore. A poca distanza dai Golden Globe, ecco l’ennesimo appuntamento che premia il meglio della cinematografia del 2011. Rispetto agli anni passati, questa edizione (la 84esima) mostra una variante: nelle categoria miglior film le nomination potevano variare da un minimo di 5 pellicole a un massimo di 10, mentre precedentemente il numero obbligatorio era 10. A contendersi questa rinomata statuetta sono dunque 9 produzioni: i pronostici sono tutti per The Artist (quotato 1,25 secondo i bookmaker e vincitore dei recenti Golden Globe), anche se c’è chi punta su The Descendants (Paradiso Amaro) con George Clooney e su Hugo Cabret di Martin Scorzese, che vanta in totale ben 11 nomination, una in più di The Artist. Nella categoria miglior regista le previsioni oscillano tra Scorzese e Hazanavicius (The Artist), mentre per quanto riguarda i premi individuali sembrano farla da padroni George Clooney (The Descendants) e Meryl Streep (The Iron Lady). Ma nulla è ancora scritto, e non è detto che la notte degli Oscar non riveli qualche inaspettata sorpresa.
Ecco a seguire le principali nomination:
- Miglior Film: The Artist, The Descendants, Molto Forte Incredibilmente Vicino, The Help, Hugo Cabret, Midnight In Paris, Moneyball, The Tree of Life, War Horse
- Miglior regia: Michael Hazanavicius (The Artist), Alexander Payne (The Descendents); Terrence Malick (The Tree of Life), Woody Allen (Midnight in Paris), Martin Scorsese (Hugo Cabret).
- Miglior attore protagonista: Demian Bichir (A Better Life), George Clooney (The Descendants), Jean Dujardin (The Artist), Gary Oldman (Tinker Tailor Soldier Spy), Brad Pitt (Moneyball) .
- Miglior attrice protagonista: Glenn Close (Albert Nobbs), Viola Davis (The Help), Rooney Mara (The Girl with the Dragon Tattoo), Meryl Streep (The Iron Lady), Michelle Williams (My Week with Marilyn)
- Miglior attore non protagonista: Kenneth Branagh (My Week with Marilyn), Jonah Hill (Moneyball), Nick Nolte (Warrior), Christopher Plummer (Beginners), Max von Sydow (Extremely Loud & Incredibly Close).
- Miglior attrice non protagonista: Berenice Bejo (The Artist), Jessica Chastain (The Help), Melissa McCarthy (Bridesmaids), Janet McTeer (Albert Nobbs), Octavia Spencer (The Help).
- Miglior film straniero: Bullhead (Belgio), Footnote (Israele), In Darkness (Polonia), Monsieur Lazhar (Canada), A Separation (Iran).
- Miglior film d’animazione: Rango (Gore Verbinski), Il gatto con gli stivali (Chris Miller), Kung Fu Panda 2 (Jennifer Yuh Nelson), A Cat in Paris (Alain Gagnol e Jean-Loup Felicioli), Chico & Rita (Fernando Trueba e Javier Mariscal).
- Miglior fotografia: Guillaume Schiffman (The Artist), Jeff Cronenweth (La ragazza con il tatuaggio del drago), Robert Richardson (Hugo Cabret), Emmanuel Lubezki (L’albero della vita), Janusz Kaminski (War Horse).
- Migliori effetti speciali: Tim Burke, David Vickery, Greg Butler e John Richardson (Harry Potter e i doni della morte – Parte 2), Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossman e Alex Henning (Hugo Cabret), Erik Nash, John Rosengrant, Dan Taylor e Swen Gillberg (Real Steel), Joe Letteri, Dan Lemmon, R. Christopher White e Daniel Barrett (L’alba del pianeta delle scimmie), Dan Glass, Brad Friedman, Douglas Trumbull and Michael Fink (Transformers 3 Dark of the Moon).
- Miglior colonna sonora: John Williams (Le avventure di Tintin), Ludovic Bource (The Artist), Howard Shore (Hugo Cabret), Alberto Iglesias (La talpa), John Williams (War Horse).
I vincitori dei Golden Globe 2012: da The Artist a The Descendant
21 gen
Sui tappetini rossi dei Golden Globe 2012 ci sono passate le principali celebrità di Hollywood. Solo alcune qualche giorno fa però, al termine della 69esima cerimonia per l’assegnazione dei migliori produzioni cinematografiche e televisive, sono uscite sorridendo. Uno di questi è Michel Hazanavicius: la sua produzione (a metà tra il muto e il sonoro), The Artist, si è accaparrata ben 3 premi, migliore commedia-film musicale, miglior attore (Jean Dujardin) e miglior colonna sonora.
Grande successo anche per The Descendant, che ha sbaragliato sul fronte dei drama: miglior film drammatico e migliore attore protagonista, un bravissimo George Clooney che ha messo al tappeto sia Leonardo di Caprio in J.Edgar che Ryan Gosling ne Le idi di Marzo. Sul fronte donne è arrivata, sebbene le polemiche suscitate in Inghilterra per la rivisitazione della storia di Margaret Thatcher, la conferma di Meryl Streep come miglior attrice protagonista in The Iron Lady. Tra le comedy-musical, invece, è Michelle Williams a brillare con la sua interpretazione di Marilyn Monroe in My Week With Marilyn.
Tra i premi consegnati da segnalare il miglior film d’animazione Tin Tin, di Steven Spielberg e Peter Jackson; il migliore regista Martin Scorsese, per Hugo; e la miglior sceneggiatura per Woody Allen, con Midnight in Paris.
Ecco, a seguire tutti i vincitori dei Golden Globe 2012 sul fronte cinema:
- Miglior film drammatico: “The Descendants”.
- Miglior film commedia o musicale: “The Artist”.
- Miglior attore in un film drammatico: George Clooney, “The Descendants”.
- Miglior attrice in film drammatico: Meryl Streep, “The Iron Lady“.
- Miglior regista: Martin Scorsese, “Hugo”.
- Miglior attore in un film commedia o musicale: Jean Dujardin, “The Artist”.
- Miglior attrice in un film commedia o musicale: Michelle Williams, “My Week With Marilyn”.
- Miglior attore non protagonista: Christopher Plummer, “Beginners”.
- Miglior attrice non protagonista: Octavia Spencer, “The Help”.
- Miglior film straniero: “A Separation” (Iran).
- Miglior film d’animazione: “The Adventures of Tintin”.
- Miglior sceneggiatura: Woody Allen, “Midnight in Paris“.
- Miglior colonna sonora: Ludovic Bource, “The Artist”.
- Miglior canzone originale: “Masterpiece” (Musica e parole di Madonna, Julie Frost, Jimmy Harry).
The Iron Lady: la dama di ferro che divise allora e divide oggi la politica inglese
20 gen
Di certo Phyllida Lloyd quando ha deciso di fare un film sull’ex Primo Ministro inglese Margaret Thatcher sapeva che sarebbe andata incontro a critiche. E così è stato. The Iron Lady, già uscito negli States lo scorso 16 dicembre e in Inghilterra il 6 gennaio ma destinato ad approdare nelle nostre sale solo il 27 gennaio, è già sulla bocca di tutti. Criticato a destra e manca. I politici vicini alla Thatcher denunciano una rappresentazione della dama di ferro isterica e super teatrale, la sinistra e le forze radicali (da sempre opposta al governo della Thatcher) temono una mitizzazione della figura della conservatrice che per ben 11 anni ha tenuto le redini del governo britannico. Ma il cinema è il cinema, anche se spesso tendiamo a dimenticarcelo.
L’idea, più volte ribadita anche da Meryl Streep che vesti i panni della Thatcher e che per la parte si è aggiudicata anche il titolo di miglior attrice protagonista nei Golden Globe 2012, non è quella di un documentario, quanto piuttosto il racconto di una vita di una persona straordinaria, ovvero che è uscita dai canoni “ordinari”, standard. Prima donna premier di una democrazia occidentale, la Thatcher viene descritta nel suo privato e nel suo pubblico, raccontando i prezzi che chi si avvicina al potere è costretto a pagare, sempre. E’ questa l’unico elemento “documentaristico” che questa pellicola (che al contrario dei politici i critici cinematografici di tutto il mondo esaltano) presenta.
The Iron Lady
Budget risicato, ma il Torino Film Festival brilla lo stesso
29 nov
Cinema e Torino da sempre sono un’accoppiata vincente. In primis perché nel capoluogo piemontese si trova il Museo Nazionale del Cinema, dentro la rinomata Mole Antonelliana, senza ombra di dubbio il museo tematico più importante d’Italia e il 13esimo più visitato tra tutti i musei del Bel Paese. Ma il binomio Torino/cinema si deve anche a un evento importante, il Torino Film Festival, che ha inaugurato lo scorso venerdì la sua 29esima edizione. Una kermesse che continuerà fino a fine settimana, al 3 dicembre, e che – nonostante il budget risicato di quest’anno – vanta numeri da urlo: 217 film proiettati, 32 anteprime mondiali, 16 pellicole in concorso, 12 Paesi di tutto il mondo rappresentati. Tra un’offerta così ampia spiccano Twixt, il nuovo film di Francis Ford Coppola (in anteprima internazionale), l’horror movie con Val Kilmer, e Albert Nobbs di Rodrigo Garcia, accreditato come uno dei film più attesi di quest’anno che racconta la vita di un quartiere povero della Dublino del 18esimo secolo: entrambi saranno i film di chiusura di questa rassegna.
Ma nell’elenco dei titoli imperdibili figurano anche Moneyball, italianizzato in L’arte di Vincere, diretto da Bennett Miller, sceneggiato da Aaron Sorkin e interpretato da Brad Pitt; Attack the Block che vede l’esordio in cabina di regia di Joe Cornish, sceneggiatore del TinTin di Spielberg; Midnight in Paris di Woody Allen e Guilty of Romance del nipponico Sion Sono. Da segnalare, inoltre anche i due film italiani presentati, ovvero I più grandi di tutti di Carlo Virzì e Ulidi piccola mia di Matteo Zoni. Del resto è una kermesse che si svolge a Torino, un po’ di sano “nazionalismo” ci sta sempre bene.
Per maggiori informazioni: www.torinofilmfest.org
Nuovo Cinema Paradiso: il film di Tornatore che racconta la nostra Italia
20 nov
C’è un pezzo d’Italia che si cela dietro alla macchina da presa di Nuovo Cinema Paradiso. Ci sono i baci censurati, c’è la campagna siciliana, ci sono le espressioni e le pose felliniane di Amarcord. C’è un paese che cambia e che lo fa attraverso il cinema, visto con gli occhi ingenui e curiosi di un ragazzino di 9 anni, Salvatore, interpretato da Salvatore Cascio, ai tempi considerato bambino prodigio. Nuovo Cinema Paradiso è una delle pellicole più apprezzate della cinematografia italiana, firmata da Giuseppe Tornatore: non a caso rientra tra l’elenco dei cento film più belli di sempre e ha ricevuto il Premio Oscar come miglior film straniero, il Premio David di Donatello come miglior colonna sonora (le indimenticate musiche di Morricone) e il Premio Cesar come miglior manifesto.
Tramite la tecnica del flashback si racconta la storia dell’amicizia quasi paterna tra il piccolo Salvatore e Alfredo, il proiezionista del parrocchiale cinema Paradiso di un piccolo paese della Sicilia. L’amore per il grande schermo viene qui dipinto in tutte le salse, con picchi delicati e commoventi: è il mezzo attraverso il quale i due protagonisti riescono a parlare, lo strumento della censura bigotta e morale di quel tempo e il luogo di ritrovo della società, ben lontano dalla concezione di non luoghi all’interno della quale rientrano oggi le grandi sale cinematografiche. Il piccolo cinema di paese è, infatti, il posto in cui il pubblico interagisce attivamente, l’uno con l’altro e con i film proiettati. Tornatore con questa pellicola del 1988 ha voluto raccontare un passato che non c’è più, un periodo non sempre rose e fiori, ma di certo nostalgico. Tant’è che qualche lacrimuccia, sul finale, è garantita.







