Drammatico
Il ritorno della nave inaffondabile: il Titanic in 3D
25 gen
Okay, è da riconoscere. Titanic è uno dei film più strappalacrime della storia. Dalla tragedia della nave inaffondabile e dal dramma personale di Jack (Leonardo di Caprio) e Rose (Kate Winslet) è difficile non lasciarsi coinvolgere. Eppure, sebbene di lacrime ne abbia fatte scorrere a iosa sia in sala al cinema che a casa sul divano, il film è uno di quei capolavori destinati a restare nero su bianco sulle pagine principali della storia del cinema. Non a caso la pellicola del 1997 ha conquistato ben 11 premi Oscar, al pari di Ben Hur e Il ritorno del re, entrando a far parte di quella breve lista delle produzioni più premiate di sempre.
Ed è proprio in quest’anno, in occasione del centesimo anniversario dall’affondamento del Titanic, che James Cameron ripropone la sua grande opera, in una nuova versione in linea con i tempi moderni. Non sarà la trama a venir cambiata, ma la tecnica: nell’aprile 2012 sul grande schermo Titanic arriverà in 3D. Forte del successo di Avatar, la pellicola che ha rivoluzionato le tecniche cinematografiche e che ci ha trascinato nel futuro, Cameron ha deciso di riproporre una nuova versione rimasterizzata e convertita in 3D del film che per ben 12 anni ha regnato nella classifica delle produzioni con maggiore incasso (prima di essere superato appunto da Avatar). Imperdibile per tutti coloro che vogliono rivivere con maggiore intensità e maggior pathos la toccante storia della nave dei sogni. Ma anche per tutti coloro che attendono con ansia di essere trascinati, ancora una volta, nell’avveniristica realtà cinematografica del futuro.
Le idi di marzo: l’intrigo politico di George Clooney
13 dic
Il titolo del film già dice tutto. Velatamente, ma tutto. Le idi di marzo stanno infatti a rappresentare nella storia due eventi: il giorno festivo dedicato al dio della guerra, Marte, e la data dell’assassinio di Giulio Cesare per mano di Marco Giunio Bruto, che secondo alcuni fonti altro non era che uno dei suoi figli illegittimi. Battaglie e tradimenti, ecco i fili che tessono la trama di Le idi di Marzo, l’ultima pellicola (la quarta) che vede l’eterno scapolo d’oro George Clooney in cabina di regia. Il tutto (guerra e intrighi) si svolgono in ambito politico, in occasione delle primarie del Partito Democratico in Ohio in un futuro prossimo.
Fare la cosa giusta, prendere le decisioni corrette, scontrarsi e incontrarsi con la corruzione intrinseca in questo mondo: questa e tante altre le tematiche affrontate da questa pellicola che sembra, in ogni momento, strizzare l’occhio all’attualità. La storia ruota intorno alla figura del brillante portavoce (Ryan Gosling) di uno dei candidati alla presidenza (George Clooney stesso) che volente e nolente rimane coinvolto in qualcosa più grande di lui. Significativa la frase che pronuncia a finale del trailer: “Io se ci credo sono pronto a tutto, ma devo credere nella causa”. Ma fino a dove si spingerà? Per saperlo basta aspettare il 16 dicembre, giorno in cui (a distanza di un paio di mesi dall’anteprima negli States) il film arriverà nelle sale italiane.
Le idi di marzo
Nuovo Cinema Paradiso: il film di Tornatore che racconta la nostra Italia
20 nov
C’è un pezzo d’Italia che si cela dietro alla macchina da presa di Nuovo Cinema Paradiso. Ci sono i baci censurati, c’è la campagna siciliana, ci sono le espressioni e le pose felliniane di Amarcord. C’è un paese che cambia e che lo fa attraverso il cinema, visto con gli occhi ingenui e curiosi di un ragazzino di 9 anni, Salvatore, interpretato da Salvatore Cascio, ai tempi considerato bambino prodigio. Nuovo Cinema Paradiso è una delle pellicole più apprezzate della cinematografia italiana, firmata da Giuseppe Tornatore: non a caso rientra tra l’elenco dei cento film più belli di sempre e ha ricevuto il Premio Oscar come miglior film straniero, il Premio David di Donatello come miglior colonna sonora (le indimenticate musiche di Morricone) e il Premio Cesar come miglior manifesto.
Tramite la tecnica del flashback si racconta la storia dell’amicizia quasi paterna tra il piccolo Salvatore e Alfredo, il proiezionista del parrocchiale cinema Paradiso di un piccolo paese della Sicilia. L’amore per il grande schermo viene qui dipinto in tutte le salse, con picchi delicati e commoventi: è il mezzo attraverso il quale i due protagonisti riescono a parlare, lo strumento della censura bigotta e morale di quel tempo e il luogo di ritrovo della società, ben lontano dalla concezione di non luoghi all’interno della quale rientrano oggi le grandi sale cinematografiche. Il piccolo cinema di paese è, infatti, il posto in cui il pubblico interagisce attivamente, l’uno con l’altro e con i film proiettati. Tornatore con questa pellicola del 1988 ha voluto raccontare un passato che non c’è più, un periodo non sempre rose e fiori, ma di certo nostalgico. Tant’è che qualche lacrimuccia, sul finale, è garantita.
E se dietro alle opere di Shakespeare si celasse un Anonymous?
18 nov
Roland Emmerich cambia registro. Banditi alieni, drammi planetari e enormi mostri, dopo Indipendance Day, L’Alba del Giorno Dopo, Godzilla e 2012 (tanto per citarne alcuni), il regista tedesco (naturalizzato USA) prova una nuova carta, quella del dramma storico. Non è nelle sue corde, eppure Emmerich sa come far presa sul pubblico. Anonymous, al cinema a partire da oggi, affronta una delle questioni che da sempre assillano gli studiosi e i letterari: dietro alle opere di Shakespeare chi si cela veramente? La risposta si nasconde dietro gli intrighi di palazzo, i figli illegittimi, i disordini politici, le illecite storie d’amore nell’Inghilterra elisabettiana del 16esimo secolo.
Storceranno il naso i puristi di Shakespeare: il loro eroe appare qui nient’altro che un attore da quattro soldi che si è impadronito delle opere – scritte in anonimato – del protagonista della storia, Edward De Vere, figlio illegittimo della Regina.
Ritmato, coinvolgente e con un cast d’eccezione (Vanessa Redgrave, Rhys Ifans, Rafe Spall): ma la vera chiave di volta che lo accredita tra i prodotti cinematografici ben riusciti di quest’annata è la tecnica metanarrativa di regia: il film, come in una matriosca, appare una tragedia Shakespeariana dentro la stessa, decisa dall’interno a mettere a soqquadro i cardini e i principi base che la compongono.
Il domani che verrà: il film apocalittico di Beattie
1 nov
La paura più grande, quella che il domani potrebbe non essere come ce lo eravamo immaginati, prende vita nel film apocalittico Il domani che verrà, in sala a partire da venerdì. La pellicola, che vede alla regia l’esordiente Stuart Beattie, ha come protagonisti otto ragazzi che dopo un weekend all’insegna di divertimento, amicizia e nuovi amori, ritornano a casa e si trovano a dover fronteggiare una nuova realtà drammatica, fatta di guerre e lotte per la sopravvivenza. La città è, infatti, sotto il dominio di una forza militare straniera, le famiglie sono scomparse e gli animali domestici massacrati.
Con la tecnica dei flashback che alternano il passato felice e il presente terrificante dei protagonisti, Beattie porta sul grande schermo il primo dei sette libri della saga The tomorrow series di John Marsden, riuscendo magistralmente a far convivere il registro adolescenziale con quello apocalittico. Il film mette in luce come di fronte alle situazioni più imprevedibili e violente l’uomo riesca sempre a tirare fuori il peggio di sé, nel pieno rispetto del filone cominciato da Golding nel 1952, con il suo libro Il signore delle mosche.








