Thriller
Dalla Svezia con amore: ora Millennium – Uomini che odiano le donne diventa americano
24 nov
Quando un libro ha venduto oltre dieci milione di copie è normale che approdi al cinema. Non tutti hanno però la fortuna di approdarci per ben due volte, nel giro di pochi anni. Millennium – Uomini che odiano le donne è uno di questi. Dopo la versione svedese girata da Niels Arden Oplev, è il turno di quella americana: il regista che si è accaparrato i diritti per portare sul grande schermo questo thriller che ha conquistato mezzo pianeta (complice anche la morte improvvisa dell’autore del libro omonimo da cui è tratto, Stieg Larsoon, scomparso prima della pubblicazione della sua trilogia) è David Fincher, già regista di capolavori del calibro di Seven, Zodiac, Il curioso caso di Benjamin Button e The Social Network.
Questo nuovo remake ha come protagonista Daniel Craig nel ruolo di Mikael Blomkvist, deciso a scoprire, insieme alla tatuata e senza scrupoli hacker Lisbeth Salander (interpretata da Rooney Mara) i segreti dietro la scomparsa della giovane nipote del clan dei Vanger. Il remake della pellicola svedese ha lo scopo di colmare i difetti (nonostante il boom ai botteghini) della versione originale, alla quale mancava il ritmo e l’azione tipiche dei film americani. L’uscita è prevista per il 21 dicembre negli States e arriverà solo a gennaio nei cinema italiani. Riuscirà questo nuovo film a essere apprezzato dai cultori del libro o i fedelissimi di Stieg Larsoon storceranno ancora il naso? Una cosa è certa, confrontarsi con un libro non è mai facile. Ma l’esperienza che Fincher ha alle spalle lascia, davvero, ben sperare.
E se dietro alle opere di Shakespeare si celasse un Anonymous?
18 nov
Roland Emmerich cambia registro. Banditi alieni, drammi planetari e enormi mostri, dopo Indipendance Day, L’Alba del Giorno Dopo, Godzilla e 2012 (tanto per citarne alcuni), il regista tedesco (naturalizzato USA) prova una nuova carta, quella del dramma storico. Non è nelle sue corde, eppure Emmerich sa come far presa sul pubblico. Anonymous, al cinema a partire da oggi, affronta una delle questioni che da sempre assillano gli studiosi e i letterari: dietro alle opere di Shakespeare chi si cela veramente? La risposta si nasconde dietro gli intrighi di palazzo, i figli illegittimi, i disordini politici, le illecite storie d’amore nell’Inghilterra elisabettiana del 16esimo secolo.
Storceranno il naso i puristi di Shakespeare: il loro eroe appare qui nient’altro che un attore da quattro soldi che si è impadronito delle opere – scritte in anonimato – del protagonista della storia, Edward De Vere, figlio illegittimo della Regina.
Ritmato, coinvolgente e con un cast d’eccezione (Vanessa Redgrave, Rhys Ifans, Rafe Spall): ma la vera chiave di volta che lo accredita tra i prodotti cinematografici ben riusciti di quest’annata è la tecnica metanarrativa di regia: il film, come in una matriosca, appare una tragedia Shakespeariana dentro la stessa, decisa dall’interno a mettere a soqquadro i cardini e i principi base che la compongono.
BURIED
21 ott
Regia: Rodrigo Cortés
sceneggiatura: Chris Sparling
fotografia: Eduard Grau
Interpreti: Ryan Reynolds, Robert Paterson, José Luis Garcìa Pérez, Stephen Tobolowsky, Samantha Mathis
TRAMA
Paul (Ryan Reynolds) si ritrova rinchiuso in una cassa di legno a 3 metri sotto terra e con in tasca un cellulare, una matita e un accendino. Grazie a questi 3 elementi, deve capire come è finito in quella cassa, per quale motivo e come fare a guidare i soccorritori fino a lui per poterlo liberare. Mentre i 90 minuti di aria a disposizione scorrono, mantenere la calma è sempre più difficile.



