Locandine
L’Italia media, a Natale, va in vacanza a Cortina: il cinepanettone di Neri Parenti
11 dic
L’apoteosi dell’italiano medio. Un po’ donnaiolo e fedifrago ma anche innamorato, un po’ snob ma a volte alla mano, un po’ volgare ma non cattivo. L’Italia dei vizi, del sesso, degli stereotipi torna ancora una volta sul grande schermo, con l’appuntamento annuale, ovvero quello del cinepanettone di Neri Parenti, al cinema a partire dal 16 dicembre. Quest’anno però la storia non si trasferisce in territori stranieri, l’Italia lava i panni sporchi in casa propria: le vacanze di Natale 2011 sono infatti ambientate a Cortina. Era dal 2000 che i drammi della media borghesia italiana non si svolgevano in territorio nazionale: il film di quell’anno (Vacanza di Natale 2000) portava la firma in cabina di regia di Carlo Vanzina e vedeva ancora il duo Boldi e De Sica collaborare insieme.
Natale 2011: lo scenario è lo stesso e gli sketch, se vogliamo, anche. Uomini e donne alle prese con tradimenti, amici e parenti in guerra per questioni economiche, tresche e affari si scontrano e si incontrano in un lussuoso hotel della perla delle Dolomiti, meta per eccellenza delle feste natalizie dei vip italiani. Neri Parenti riunisce per Vacanze di Natale a Cortina il cast che negli ultimi anni ha sbalordito ai botteghini nei molti “Natale a…”, dall’immancabile Christian De Sica alla Sabrina nazionale (la Ferilli), passando per Ricky Memphis, Dario Bandiera, Katia Follesa, Valeria Graci, Ivano Marescotti, Giuseppe Giacobazzi e Silvia Quondamstefano. Non poteva mancare poi Emanuele Filiberto, vera e propria novità di quest’anno: del resto chi meglio del discendente della casa Savoia, già prestato alla televisione e al mondo dello spettacolo (si pensi a Ballando con le stelle e a I Raccomandati), attivo in politica (fondatore del movimento d’opinione Valori e Futuro e in lizza – ma non eletto – con l’Udc), poteva rappresentare il paese allo sbando, dove il confine tra una cosa e un’altra pare essere più che mai labile?
Budget risicato, ma il Torino Film Festival brilla lo stesso
29 nov
Cinema e Torino da sempre sono un’accoppiata vincente. In primis perché nel capoluogo piemontese si trova il Museo Nazionale del Cinema, dentro la rinomata Mole Antonelliana, senza ombra di dubbio il museo tematico più importante d’Italia e il 13esimo più visitato tra tutti i musei del Bel Paese. Ma il binomio Torino/cinema si deve anche a un evento importante, il Torino Film Festival, che ha inaugurato lo scorso venerdì la sua 29esima edizione. Una kermesse che continuerà fino a fine settimana, al 3 dicembre, e che – nonostante il budget risicato di quest’anno – vanta numeri da urlo: 217 film proiettati, 32 anteprime mondiali, 16 pellicole in concorso, 12 Paesi di tutto il mondo rappresentati. Tra un’offerta così ampia spiccano Twixt, il nuovo film di Francis Ford Coppola (in anteprima internazionale), l’horror movie con Val Kilmer, e Albert Nobbs di Rodrigo Garcia, accreditato come uno dei film più attesi di quest’anno che racconta la vita di un quartiere povero della Dublino del 18esimo secolo: entrambi saranno i film di chiusura di questa rassegna.
Ma nell’elenco dei titoli imperdibili figurano anche Moneyball, italianizzato in L’arte di Vincere, diretto da Bennett Miller, sceneggiato da Aaron Sorkin e interpretato da Brad Pitt; Attack the Block che vede l’esordio in cabina di regia di Joe Cornish, sceneggiatore del TinTin di Spielberg; Midnight in Paris di Woody Allen e Guilty of Romance del nipponico Sion Sono. Da segnalare, inoltre anche i due film italiani presentati, ovvero I più grandi di tutti di Carlo Virzì e Ulidi piccola mia di Matteo Zoni. Del resto è una kermesse che si svolge a Torino, un po’ di sano “nazionalismo” ci sta sempre bene.
Per maggiori informazioni: www.torinofilmfest.org






