2012 · 165 min.

Tarantino non delude mai. I suoi bagni di sangue classici, i dialoghi intriganti e l’umorismo nero hanno finalmente avuto un tributo che è Django Unchained. A molte persone non è piaciuto il film, forse perché troppo lungo o eccessivo. Non solo è uno dei migliori film di Tarantino, ma è l’omaggio che lo scrittore-regista fa ai suoi film, dando una dimostrazione di chi è e del suo materiale. Django è probabilmente la più grande produzione di Tarantino. Qui vediamo la combinazione dei vari elementi dei film di Tarantino.

All’inizio vediamo Django (Jamie Fox) come uno schiavo, semplice e sofferente, che incontra il dottor King Schultz (Crhistoph Waltz), e con lui la possibilità di vendetta dei suoi vecchi proprietari, per riprendere la sua amata Broomhilda (Kerry Washington): in questi primi 45 minuti del film vediamo come Django cresce sia spiritualmente che mentalmente e diventa una macchina per uccidere. Anche in questi primi minuti del film vediamo elementi di Kill Bill: ad esempio, la sposa di Uma Thurman, una sofferenza con visioni del passato in cerca di redenzione e vendetta contro coloro che le hanno portato via tutto ciò che amava. Django è la sua versione maschile, e mentre The Bride è un’esperta di spade da samurai, Django è un esperto nei revolver.

Nelle prossime due ore vediamo il piano che Django e Schultz progettano, un piano infallibile per recuperare la moglie di Django dal crudele Calvin Candlie (Leonardo DiCaprio), un piano che sembra infallibile ma non per Stephen (Samuel L. Jackson). In queste due ore vediamo elementi di Bastardi senza gloria e Pulp Fiction. La fine del film è un atto in cui accade l’inaspettato, come in qualsiasi film di Tarantino.

Django sembra un mix di Jackie Brown, The Bride e Vincent See, tutti uguali in gesti e atteggiamenti, ma anche la loro situazione nell’intera trama. Un personaggio un po’ timido ma molto intelligente, e le loro situazioni nella storia sembrano quasi un personaggio secondario; Schultz assomiglia un po’ a Winnfiel Jules (Pulp Fiction) e Max Cherry (Jackie Brown), un personaggio colto con una visione molto particolare del mondo e con la sua filosofia di ciò che è buono; Stephen è la miscela di Marcellus Wallace (Pulp Fiction) e Ordell Robbie (Jackie Brown). L’unico personaggio che sembra essere originale è Calvin Candie, un cinico e crudele proprietario di schiavi.

Molti si lamentano del fatto che Django difficilmente si distingue nel film essendo però il protagonista principale, ma quante volte nei film precedenti di Tarantino è successo lo stesso. Ma qui i personaggi minori sembrano distinguersi quando parlano tra loro. Quando è una scena di Schultz, Calvin inizia a parlare rubando la sua scena; quando è una scena di Calvin, Stephen inizia a parlare e ruba la sua scena; quando una scena è di Stephen, Schultz inizia a parlare e ruba la sua scena. E così continua in questo triangolo di dialoghi di personaggi secondari. Questo dimostra che Tarantino può ancora fare sceneggiature con maestria e persuasione.

Buona visione!


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